pensieri per meditare
 

Pubblichiamo in queste pagine degli spunti per la meditazione personale.

Verranno aggiornate frequentemente e contiamo anche sul tuo aiuto.

Inviaci via e-mail la tua testimonianza, i tuoi pensieri e le tue riflessioni che possono aiutare tanti fratelli.


le meditazioni già proposte

 


 

Da meditare: Lettera a Gesù: Ti chiedo di Silvia, Signore

 


Dopo l’operazione le prime parole scritte dal Papa sono un rinnovo del dono di se a Maria: "Totus tuus"

leggi un interessante pensiero nell' articolo dell'agenzia ZENIT:

http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=3761

 

    pensieri... già meditati

 

 


Per questo pensiero ringraziamo la mailing list

Buongiorno nel Signore

ideata e curata con tanto amore da Eugenio Marrone. Per riceverla ogni giorno (gratuitamente: è un dono d'amore) digita il tuo indirizzo e-mail e clicka il bottone .

 Buongiorno nel Signore

 

 

 

UN PENSIERO DA RICORDARE

Riflettiamo sulle parole di un Santo, Vescovo e Dottore della Chiesa

Il pane che a voi avanza,

è il pane dell'affamato;

il vestito appeso al vostro armadio,

è il vestito di colui che è nudo;

le scarpe che voi non portate,

sono le scarpe di chi è scalzo;

il denaro che tenete nascosto,

è il denaro del povero;

i giocattoli che voi rompete,

sono i giocattoli dei bambini diseredati;

il cibo che voi sperperate,

è il cibo di chi è denutrito;

le suppellettili che voi gettate via,

sono le suppellettili di chi non ha casa;

le opere di carità che voi non compiete,

sono altrettante ingiustizie che voi commettete

San Basilio 

nato a Cesarea di Cappadocia, attuale Kaysery, Turchia, 330

nato in Cielo il  1 gennaio 379

Grazie a Danilo

 

 

   

 

 

 


 

Ringraziamo San Francesco e tutti i Santi della Chiesa che hanno vissuto per dare a tutti i fratelli esempio e aiuto ed lo hanno fatto per la gloria di Dio.

 

 

 

PREGHIERA SEMPLICE

Signore,

fa' di me uno strumento della tua pace;

dove c'è l'odio io porti l'amore;

dove c'è l'offesa io porti il perdono;

dove c'è la discordia io porti l'unione;

dove c'è l'errore io porti la verità;

dove c'è il dubbio io porti la fede;

dove c'è la disperazione io porti la speranza;

dove ci sono le tenebre io porti la luce;

dove c'è la tristezza io porti la gioia.

O Signore,

che io non cerchi di essere consolato ma di consolare;

non di essere compreso ma di comprendere;

non di essere amato ma di amare.

Perché è nel dare che si riceve;

nel dimenticare che si trova;
nel perdonare che si è perdonati;

è nel morire che si risuscita

alla vita eterna.

                                                S. Francesco d'Assisi

Meditiamo sotto la Croce questa semplice preghiera di S. Francesco.

Cerchiamo di capirla nel profondo e chiediamoci se siamo disposti a farla nostra, domandandoci se è quello che realmente vogliamo per la nostra vita.

Non chiediamoci ora se riusciremo a compiere questo programma, ma solo se vogliamo che sia il nostro programma.

La risposta che daremo dirà a Gesù se vogliamo rinnegare noi stessi, prendere la nostra croce e seguirlo, oppure se crediamo di avere un progetto migliore, migliore del Suo, se abbiamo delle altre priorità.

 

 

   

 

 

 


 

Per questo pensiero ringraziamo Don Bruno e tutta la comunità parrocchiale della Parrocchia San Martino di Polanesi – Recco/Sori (GE)

 

 

PERCHÉ SONO NATO, DICE DIO

Sono nato nudo, dice Dio, perché tu sappia spogliarti di te stesso.

Sono nato povero perché tu possa considerarmi l’unica ricchezza.

Sono nato in una stalla perché tu impari a santificare ogni ambiente.

Sono nato debole, dice Dio, perché tu non abbia paura di me.

Sono nato per amore perché tu non dubiti mai del mio amore.

Sono nato di notte perché tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.

Sono nato persona, dice Dio, perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.

Sono nato uomo perché tu possa essere "dio".

Sono nato perseguitato perché tu sappia accettare le difficoltà.

Sono nato nella semplicità perché tu smetta di essere complicato.

Sono nato nella tua vita, dice Dio, per portare tutti alla casa del Padre.

(Lambert Noben)

 

   
 

 

 

 

 


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Buongiorno nel Signore

ideata e curata con tanto amore da Eugenio Marrone.

 

 

 

 
Debole con i deboli

       

Ogni volta rimango edificato quando incontro per strada un vecchio dal passo incerto, dall'equilibrio instabile, accompagnato da un giovane che "si fa uno" con l'anziano, lo sorregge, si ferma, riprende il cammino con lui, si piega con lui, ride e tace con lui...Lo fa con tale garbo e maestria, gli sta accanto con tale amore che quasi non riesci a capire chi dei due accompagna l'altro. È quasi un passo di danza di due ballerini che si muovono con tale sintonia, volteggiano con tale leggiadria che non vedi e non noti chi conduca il ballo. È proprio l'atteggiamento di chi si muove amando e lasciandosi amare.

 

Mi pare che, da questa scena, venga in risalto la straordinaria attrazione che Gesù avverte per me, per te. Lui si è "fatto uno" con la mia debolezza, con il mio limite; ha sposato - si può dire - la mia povertà e miseria..."danzando" con me fino ai limiti del peccato.

 

Questa è la realtà che mi ha reso forte della sua forza e mi ha sottratto alla schiavitù della miseria umana; in una parola mi ha convinto che Gesù mi ama "così come sono". È la molla che mi fa capace di fare altrettanto con gli altri.

Questa è stata anche per Paolo l'esperienza che l'ha spinto a "farsi uno con tutti...debole con i deboli". Chi è oggetto d'un simile amore ne resta affascinato e...conquistato. 

 

Rivedo in questa luce la scenetta di Teresa di Lisieux, mentre accompagna la suora vecchia, anchilosata, di difficile carattere, mai contenta di nessuna delle mille attenzioni della novizia. Teresa, sorreggendola, ricordava le musiche e le danze del mondo che aveva appena lasciato. Ma riteneva musica preferibile e addirittura insuperabile quei rimbrotti e lamenti dell'anziana consorella a cui non smetteva di sorridere.

 

Ricordo il comportamento d'un amico con il figlio alcolizzato. Dapprima aveva provato lo smacco dell'inutilità di tutte le sue minacce per indurlo a smettere di bere. Finché - assurdità dell'amore - si decise ad accompagnarlo nei bar e, senza rimproveri, cercar di bere con lui. Quel "farsi uno" fino ai limiti dell'ubriacatura guadagnò il figlio che smise di bere. Forse perché aveva sperimentato l'amore vero, concreto del papà.

 

L'uomo ritorna, rinsavisce appena s'accorge che Gesù lo ha amato talmente da "farsi uno" con lui fino al limite del peccato.

 

Padre Andrea Panont o.c.d.

 

Tratto da:  Chi ha paura di Dio? 

Per eventuale acquisto del libro scrivi a: Andrea Panont, o.c.d.

Per avere notizie sull'autore: cliccare qui  

 

 

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NON C'E' PIU' NIENTE DA  FARE ?

 

Quanti fatti, quante situazioni che ci si presentano ogni giorno e ci fanno pensare che "non c'é più niente da fare!".

No, noi crediamo, contro ogni speranza, contro ogni realtà, contro ogni avversità, che Dio non può essersi dimenticato degli uomini, sue creature, suoi figli, suo vanto.

Noi siamo certi che dietro ad ogni fatto, anche il più doloroso, si nasconde l'Amore di Dio.

Se ci tolgono questa speranza, e il demonio ce la sta mettendo tutta, siamo finiti, non ci resta che morire!

E invece anche oggi il Signore ci viene in aiuto perché "la pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo".

Non importa quello che succede, quello che la massa pensa, che non possiamo fare nulla di fronte al dilagare del male, non importa.

Stanno tentando di cancellare il bene, noi continuiamo a farlo; stanno tentando di farci vedere tutto nero, noi continuiamo ad alzare gli occhi al cielo, perché per quanto possa essere nero, dietro c'é il sole, e questa certezza non ce la può togliere nessuno!

 

Grazie a Eugenio Marrone

 

foto © reginapacis.genova 2002

Cristo Risorto 

inizio

 

     

 

 

 

 

 

 

 

 


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...Un Cristo rotto!

        Questo Cristo che voi vedete qui, mutilato e senza croce, lo trovai in una scuola tra stracci, gessi, carte, penne, libri e mozziconi di sigarette: Cristo sta in tutte le cose di questa rivoluzionata e inverosimile realtà che e’ la vita.

        Chiesi alla bidella come mai fosse lì e lei vagamente mi raccontò che erano stati dei ragazzi, una specie di bravata, e poi lo avevano lasciato lì.

        Quel Cristo mi conquistò sin dal primo istante. Certo non era precisamente una bellezza, ma proprio per questo fui attratta irresistibilmente. Deve essere stato un Cristo molto bello, questo impressionante resto mutilato.

        “Posso portarmelo via ?  Devo chiedere al preside ?”. “Ma cosa sa il preside di lui; se lo porti via e basta. Ci fa anche un piacere !” mi rispose la bidella.

        Alla sera, nella mia stanza, mi trovai da sola con il mio Cristo sanguinante. Povero Cristo ! Sentii l’esigenza di rivolgermi a lui: "Cristo, chi ti rovinò così ? Non tremavano le sue mani quando ti profanò ? Che faccia ha quel ragazzo ? Si sarà poi pentito del suo gesto ?”

        “TACI! COME SIETE VOI UOMINI: SIETE SEMPRE PRONTI A CONDANNARE I PECCATI ALTRUI. QUANTO VI COSTA DIMENTICARE!  CREDI CHE IO ABBIA UN CUORE PICCOLO E MESCHINO COME IL VOSTRO? TACI! NON DOMANDARE CHI MI HA RIDOTTO COSI’. COSA SAI TU DI LUI? CHE SAPETE VOI UOMINI? GLI E’ GIA’ STATO PERDONATO TUTTO; TUTTO DIMENTICATO! VEDI, TU TI PREOCCUPI DI CHI MUTILO’ LA MIA IMMAGINE DI LEGNO E DIMENTICHI TANTI CHE SFRUTTANO, MUTILANO, FERISCONO GLI UOMINI. CHE COSA E’ PEGGIO? MUTILARE UNA IMMAGINE DI LEGNO O UNA IMMAGINE VIVA DI CARNE DOVE IO PALPITO PER LA GRAZIA DEL BATTESIMO? IPOCRITI! VI STRACCIATE LE VESTI PER CHI HA PROFANATO UNA MIA IMMAGINE DI LEGNO E STRINGETE LA MANO O RENDETE ONORE A CHI MI FERISCE O MI UCCIDE NELLA MIA IMMAGINE VIVA CHE SONO GLI UOMINI?”

        Ero confusa. Quelle parole mi gelavano. Per uscire da quella situazione, per far bella figura davanti al mio Cristo, mi venne in mente di dire una cosa: “Gesù, ti mando a restaurare. Non voglio vederti così distrutto. Vedrai come riuscirai bene! Costi quello che costi non voglio vederti così, mi fa male”.

        "TU PARLI TROPPO, SEI UGUALE A TUTTI! NON MI RESTAURERAI! NON VOGLIO!”

        “Perché non vuoi che ti restauri? Non capisci che per me e’ un dolore ogni volta che ti vedo così mutilato? Non capisci che mi fa male, che mi duole?

        “E’ CIO’ CHE VOGLIO. CHISSA’ CHE GUARDANDO ME NON TI RICORDI DI TANTI FRATELLI CHE CONVIVONO CON TE ROTTI, SCHIACCIATI, INDIGENTI, MUTILATI; SENZA BRACCIA PERCHE’ NON HANNO POSSIBILITA’ DI LAVORO, SENZA PIEDI PERCHE’ E’ STATA LORO IMPEDITA LA REALIZZAZIONE, SENZA VOLTO PERCHE’ GLI HANNO TOLTO L’AMORE. NON RESTAURARMI! CHISSA’ CHE NON TI SERVA PER OSSERVARE IL DOLORE ALTRUI! – la voce di Cristo continuava come eco di una protesta eterna – GUARDA! CI SONO MOLTI, MOLTISSIMI CRISTIANI CHE SI VOTANO A DEVOZIONI, ACCENDONO CANDELE, OFFRONO FIORI, DANNO BACI AD UN BEL CRISTO DI LEGNO E SI DIMENTICANO DEGLI UOMINI, DEI LORO FRATELLI CHE SOFFRONO, DEL CRISTO VIVO SCHIACCIATO, OFFESO ED UMILIATO. QUESTO NON LO POSSO ACCETTARE, NON LO POSSO SOPPORTARE: COMMUOVERSI DEL MIO DOLORE NON HA SENSO SE NON TI LASCI INTERROGARE DAL DOLORE DEI MIEI SIMILI! CI SONO MOLTI CRISTIANI CHE TRANQUILLIZZANO LA LORO COSCIENZA BACIANDO UN BEL CRISTO, UN’OPERA D’ARTE E OFFENDONO QUEL PICCOLO CRISTO DI CARNE CHE E’ IL LORO FRATELLO. QUESTI BACI MI RIPUGNANO, MI FERISCONO. PER QUESTO DOVRESTE AVERE UN CRISTO ROTTO ALL’ENTRATA DI OGNI CHIESA, CHE CON LE SUE MUTILAZIONI VI GRIDASSE LA TRAGEDIA DELLA MIA “SECONDA PASSIONE” NEI MIEI FRATELLI, GLI UOMINI. PER QUESTO TI SUPPLICO, NON RESTAURARMI, LASCIAMI ROTTO, TIENIMI VICINO A TE ANCHE SE AMAREGGIO UN PO’ LA TUA VITA”.

        Si! Da oggi vivrò con un Cristo rotto. Mi trovo davanti a te, Cristo, e il mio sguardo si ferma sul tuo volto sfregiato: e’ il volto colpito dall’odio dell’uomo. Quante volte ho sentito pronunciare con rabbia questa minaccia: “Guarda che ti spacco il muso!”. Questa impossibile e pazza intimidazione in genere finisce in uno schiaffo, in un pugno, in un gesto che riesce solo a segnare il volto del nemico. Solo in te si e’ compiuta letteralmente la brutale minaccia: ti hanno spaccato il volto dall’alto al basso con un solo colpo.

        Io avrei voluto riparare subito questo danno, ma lui me lo proibì. Per questo  mi dedico con la mia fantasia, a restaurarglielo mentalmente, collocando sopra il suo volto i lineamenti perfetti che tanti grandi artisti hanno dato a Cristo, ispirati dal loro genio: Leonardo, Beato Angelico, Tiziano, Michelangelo ed altri ancora.

        Io credevo all’inizio che gli piacesse; per lo meno lo tollerava silenziosamente, finché un giorno non poté più sopportare il mio gioco e mi interruppe severamente: “BASTA! NON METTERMI PIU’ QUEI VOLTI! HO TOLLERATO IL TUO GIOCO TROPPO TEMPO! MA NON CAPISCI? NON SONO MIEI QUEI VOLTI CHE CHIEDONO L’ELEMOSINA ALL’ARTE DEGLI UOMINI! PREFERISCO RIMANERE COSI’. VORREI INVECE CHE TU MI METTESSI ALTRI VOLTI… MA TEMO CHE TU NON MI CAPISCA, ANZI RIUSCIRESTI A SCANDALIZZARTI COME I FARISEI. SONO INFATTI VOLTI REALI, NON FINTI COME QUELLI PENSATI E REALIZZATI DAGLI ARTISTI: MA ANCHE QUEI VOLTI SONO MIEI COME QUESTO VOLTO SPEZZATO DA UN COLPO”.

        “Ci sono, Signore! Sono i volti dei santi, degli apostoli, dei martiri, delle vergini….”.

        "VEDI CHE ANCORA NON RIESCI A CAPIRMI? NON CI SIAMO! SI, ANCHE QUELLI SONO MIEI, GIA’ MI APPARTENGONO E NESSUNO ME LI PUO’ TOGLIERE. MA IO DESIDERO ALTRI VOLTI… LI RECLAMO E SEMBRA CHE POCHISSIMI SI AZZARDINO A PORMELI.  – fece un momento di riposo, come per prendere forza, respirò profondamente e mi domandò – ASCOLTA! HAI PER CASO UN RITRATTO DEL TUO NEMICO? DI COLUI CHE TI INVIDIA E TI METTE SEMPRE I BASTONI FRA LE RUOTE? DI COLUI CHE INTERPRETA MALE PER SISTEMA TUTTE LE TUE AZIONI? DI COLUI CHE SEMPRE TI CREA PROBLEMA? ………… MA POI, HAI SOFFERMATO LO SGUARDO SUL VOLTO DEL MENDICANTE SPORCO, DELL’ALCOOLIZZATO, DEL DROGATO? QUESTI SONO I VOLTI CHE VOGLIO CHE TU MI METTA. MA NON HO ANCORA FINITO: MI METTERAI IL VOLTO DEL BLASFEMO, DEL CRIMINALE, DI CHI HA TRADITO IL PROSSIMO PUR DI FARE IL PROPRIO INTERESSE…………NON HAI SENTITO? E’ NECESSARIO CHE TU MI METTA TUTTE QUESTE FACCE SOPRA LA MIA FACCIA”.

        “Non lo so, Signore, non capisco niente. Queste facce sopra la tua?

        “SI, SOPRA LA MIA. TI MERAVIGLI? MA NON VEDI CHE LI PORTO NEL CUORE? NON DICI SEMPRE ANCHE TU CHE IO HO DATO LA VITA PER TUTTI? ASCOLTA, ORA VORREI FARTI CAPIRE UN PO’ CIO’ CHE FU LA REDENZIONE. IO MI FECI RESPONSABILE VOLONTARIO DEI PECCATI E DELLE DEGENERAZIONI DI TUTTA L’UMANITA’ E PER TUTTO IL TEMPO DELLA STORIA. TUTTO PESAVA SU DI ME. MIO PADRE SI AFFACCIO’ DAL CIELO PER VEDERMI: LUI CHE SI SPECCHIA SEMPRE NEI MIEI OCCHI; LUI NON HA IMMAGINE VISIBILE: IO SONO L’IMMAGINE VISIBILE DI DIO. SI AFFACCIO’ PER VEDERMI SULLA CROCE E CONTEMPLARSI NEL MIO VOLTO: PUNTO’ I SUOI OCCHI SU DI ME E IL SUO SPASIMO FU INFINITO. SUL MIO VOLTO VIDE SOVRAPPOSTE SUCCESSIVAMENTE E VERTIGINOSAMENTE LE FACCE DI TUTTI, ASSOLUTAMENTE DI TUTTI GLI UOMINI, E MIO PADRE PERDONAVA, AMAVA, PERCHE’ ERANO NELLA MIA FACCIA, PERCHE’ IO DAVO PER LORO LA FACCIA E TUTTI ERANO COSI’ “LA MIA FACCIA”. NON ERO IO SOLO CHE STAVO SULLA CROCE, NE’ MORIVO IO SOLO: TUTTI STRINGEVO A ME E TUTTI MORIVANO CON ME.

        Il mio Cristo tacque da allora e non parlò più. Mi aveva dato la più difficile e suprema lezione: il volto ferito di Cristo e’ come un porta-ritratti vuoto: lo sappiamo bene, ci ricordiamo tutti con lucida precisione i lineamenti di quel tizio che ci fa avvelenare il sangue al solo vederlo, e di quell’altro che non ci fa dormire la notte; proviamo ad avvicinare il suo volto a quello di Cristo, anche se proprio ci trema la mano, anche se si ribella il nostro amor proprio.

        Ecco, sovrapponiamolo, lineamenti sopra lineamenti, e ora guardiamo: Cristo e’ in croce con il volto del nostro nemico……ma…possiamo avere sentimenti di rancore verso Cristo?

Grazie a Padre Claudio

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Che meriti abbiamo noi se... ?

 

Questa notte guardavo i miei bambini dormire, e pensavo
a quegli angioletti volati in cielo con il terremoto, pensavo ai milioni
di bambini che nel mondo muoiono di fame, di stenti e di
malattie, pensavo a tutti quei bambini che sono vittime della
guerra ancora prima di aver scelto nella loro vita,
senza peccato, senza colpa, agli innumerevoli aborti che formano
una coltre che ci impedisce di vedere il cielo (Madre Teresa di Calcutta).

 

Ho fatto fatica ad addormentarmi!
Veramente non c'è fine alle guerre, alle sopraffazioni,
alla precarietà assoluta? 

Ma cosa diremo a Dio quando

ci interrogherà su questi fatti?

 Che meriti abbiamo ad essere nati

in Italia e non in un paese dove la guerra esiste dall'eternità?
Che cosa possiamo fare per non essere colpevoli
di omissione? 

Questi fatti parlano al nostro cuore e ci interrogano

seriamente. Voglia il Signore aiutarci a capire che cosa ci vuol dire
concretamente, quale messaggio racchiudono questi omicidi,
quale debba essere il nostro comportamento in relazione
a questi fatti.

 Nulla accade a caso; il Signore ammaestra con

fatti concreti, indica la via, fa vedere dove possiamo arrivare
se ci allontaniamo da Lui.

Che Dio abbia misericordia di noi.

 

Grazie a Eugenio Marrone

 

Croce delle mamme con i figli in guerra 

 

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NON VOTARE  E' STATA UNA SCELTA CONSAPEVOLE E GIUSTA CONTRO UN REFERENDUM SBAGLIATO.
GRAZIE

HA VINTO LA VITA!

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