NON VOTARE  E' STATA UNA SCELTA CONSAPEVOLE E GIUSTA
CONTRO UN REFERENDUM SBAGLIATO.
GRAZIE

HA VINTO LA VITA!

clicca qui se vuoi sapere qualcosa di più sui referendum e sulla Legge 40

11 Settembre

Preghiamo per tutte le vittime dell'odio e per tutti gli uomini che soffrono.

Preghiamo per la pace.

LA PAROLA DI DIO (Isaia 1, 15-20)

«Io, lei e il pompiere Frank Palombo abbiamo in comune una cosa che ci unisce: i genitori italiani». Così il sindaco Rudolph Giuliani, reduce dal funerale di un vigile del fuoco italo-americano, al vicepresidente del Consiglio italiano Gianfranco Fini. Abbiamo intervistato Jean, la vedova di Frank
di Debora Donnini

 

Quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi. 

Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto. 

Le vostre mani grondano sangue.

Lavatevi, purificatevi,

togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista.

Cessate di fare il male,

imparate a fare il bene,

ricercate la giustizia,

soccorrete l'oppresso,

rendete giustizia all'orfano,

difendete la causa della vedova".

"Su, venite e discutiamo" dice il Signore.

"Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,

diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora,

diventeranno come lana.

Se sarete docili e ascolterete,

mangerete i frutti della terra.

Ma se vi ostinate e vi ribellate,

sarete divorati dalla spada,

perché la bocca del Signore ha parlato".

Frank Palombo era un pompiere di 46 anni. E’ morto sotto il crollo delle Torri gemelle. Aveva 10 figli. Frequentava la parrocchia cattolica di San Colombano e faceva parte della comunità neocatecumenale. Nel 1982 aveva sposato Jean, che oggi ha 41 anni. Il loro primo figlio ha 15 anni. L’ultima bimba, Margaret, un anno.

Jean, raccontaci quella mattina..

La mattina dell’11 settembre mi sono svegliata ed ero stravolta perché pensavo di essere incinta. Ho detto a Frank: «Non posso di nuovo, così presto, diventerò pazza». Frank ha replicato: «Non devi pensare a questo…come chiameremo il bambino?». Mi è venuto da ridere; lui sapeva sempre come farmi ridere. Poi mi ha aiutato a preparare i bambini per la scuola. Quando la macchina era pronta, ho detto: «È così facile quando mi aiuti in questo modo». E lui ha risposto: «È semplice, posso aiutarti così ogni giorno». È andato al lavoro, come sempre. Dopo aver portato i bambini a scuola, ho sentito quello che sembrava un tuono e subito qualcuno mi ha detto qualcosa sul primo aereo, poi sono tornata a casa e i vicini mi hanno detto del secondo aereo. Ho imparato presto, nel mio matrimonio, che la moglie di un pompiere non deve mai guardare il notiziario se suo marito sta lavorando durante una sciagura, e così non lo feci. Alla sera ho capito che qualcosa non era andato bene perché non aveva chiamato e nessuno sapeva dove fosse la sua squadra. A mezzanotte siamo venuti a sapere che erano dispersi. Alcuni giorni dopo, ho saputo di non essere incinta. Il 2 ottobre sono andata al “Ground Zero” (la zona delle Torri Gemelle) con i miei catechisti e allora sono stata capace di tornare a casa e dire ai miei figli che il padre era morto.

Cosa ha significato per te incontrare Cristo?

Diciassette anni fa avevo lasciato la Chiesa, non volevo figli e il mio matrimonio si stava frantumando pian piano. Frank mi invitò un giorno ad ascoltare alcune catechesi. Gli dissi: «Questa è l’ultima cosa che farò nella Chiesa cattolica». Quella sera ho visto il cristianesimo in quella coppia itinerante che aspettava il quarto figlio. Avevano lasciato tutto, casa, carriera, il loro Paese, per annunciare il Vangelo. Ho pensato: «Dio mi ama così tanto da aver suscitato in qualcuno questo desiderio cosicché io potessi ascoltare la Buona Notizia». Ho visto l’amore e subito ho capito che non avevo questo amore, nemmeno per mio marito. Subito dopo, in una catechesi, ho sentito Giuseppe (il catechista) dire: «Credi forse che Dio sia un mostro che non vuoi lasciargli fare la sua volontà nella tua vita…». Mi aprii alla vita e oggi con 10 figli posso dire che Dio ha conosciuto i desideri del mio cuore.

Come stai vivendo ora questa tragedia?

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Benedetto sia il Signore. Credo che Dio lavora per il bene di coloro che lo amano. Questo evento è stato un grande male. Tuttavia l’amore di Dio ha sorpassato questo male. Per i terroristi posso solo pensare: «Padre, perdonali, perché non hanno idea di quello che hanno fatto».

Come vedi oggi il tuo futuro e quello della tua famiglia?

Frank mi manca terribilmente e piango molto, ma so che continuerà ad aiutarci dal Cielo. Sto chiedendo una più profonda intimità con Cristo, che sono sicura porterà frutti così belli come quelli che sono venuti dall’intimità fra me e Frank. Frank ha trasmesso la fede ai bambini e loro spesso mi consolano con una parola. I bambini sono felici per il loro papà, ma gli manca il giocare con lui, il pregare con lui, l’imparare con lui, lo stare con lui. Io ho paura, ma mi aggrappo al Signore. Adesso continueremo, nella Chiesa, a fare la volontà di Dio.

(c)  2001 - Editoriale Tempi duri s.r.l.

 

 

e il cuore fa male

 

Uno schianto e una nuvola di fuoco.

E quella nuvola era tuo fratello.

E cadevano delle cose, e quelle cose erano tua sorella.

Poi un altro schianto e un’altra nube e tuo padre e tuo figlio che si buttano nel fuoco per salvare qualcuno.

Poi tutto cade e un’onda di polvere ti viene incontro.

Quella polvere era tua moglie e tuo marito.

Il respiro si ferma.

Il cuore fa male.

L’anima piange

 E questo perché i tuoi occhi hanno visto.

 Tuo fratello è il palestinese e tua sorella l’israeliana uccisi per paura della pace.

E tuo figlio è il bambino bosniaco che ha giocato con una mina.

E tuo padre è il missionario, ucciso perché portava amore.

E tua madre è una donna afgana, uccisa per uno sbaglio del missile…. 

E quando sai questo il respiro si ferma,

 il cuore fa male,

l’anima piange.

Offri il tuo dolore al Signore,

fatti consolare dal Suo Amore

e non smettere mai di combattere,

con la preghiera, 

l’amore

e la carità,

vivendo il Vangelo.

                                                                                                                       Mauro                                           

 

 

STABAT MATER A GROUND ZERO

 

Lei è tornata là, oggi la vedo di nuovo in quel cratere di strazio e di orrore che da quell' 11 Settembre Lei non aveva lasciato mai.

Stabat e STAT Mater Dolorosa accanto ai suoi figli: ai morti e ai vivi che annichiliti guardano a questa immensa ferita inferta nel cuore di New York ma ancora più profondamente nel cuore di tutti noi, membra di Cristo, e quindi nel cuore di Cristo.

Vediamo col cuore la Sua Figura dolente e forte che apre il mantello per abbracciarci e consolarci e che si erge potente più alta delle torri.

La Sua Presenza è sotto questo nuovo calvario dove satana, regista spietato di spettacoli di violenza e di morte, ha inscenato l'incredibile.

Ma Lei ci indica il Cielo.

Anche da questo Calvario, lentamente e faticosamente nasceranno frutti di bene e di pace per tutti.

Il cammino però è lungo e impegnativo, lo abbiamo visto in questo anno trascorso, dobbiamo guardarci dentro e saper trovare risposte sempre più profonde.

Lei è con noi.

 

Gianna                         

 

Indietro